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  • Immagine del redattoreGuido Bonatti

La Luna: memoria emotiva

La nostra rassegna dei pianeti nel tema natale continua e dopo aver parlato del Sole cerchiamo di fissare alcuni punti sulla Luna in astrologia.


Vi ricordo che terrò un ciclo di incontri sulle tematiche che affronterò in questi articoli in collaborazione con un'insegnante di yoga, Giusi Montali; con lei ci proponiamo di invitare i partecipanti e gli interessati al nostro progetto ad orientare le pratiche di salute mentale e fisica secondo alcuni spunti che possono derivare dalla conoscenza più approfondita del proprio tema natale.


Come forse sapete, esistono relazioni simboliche non solo tra gli astri e la personalità ma anche tra gli stessi e il corpo.


Probabilmente, l'indicatore più evidente del corpo di un individuo a livello zodiacale è proprio la Luna.



A questo punto credo sia importante ricordarvi che, secondo l'astrologia che studiamo, ognuno di noi non è semplicemente il segno che ospitava il Sole nel momento della nostra venuta al mondo, bensì un'entità in cui si combinano le influenze di almeno 10 pianeti (inclusi Sole e Luna, così denominati), e non vi sto ad elencare le altre, numerose variabili che possiamo incontrare nel nostro cosiddetto tema di nascita.


Perciò, proprio come crediamo di essere "dello Scorpione" perché siamo nati a inizio novembre, così potremmo ben dire di aver scoperto che le nostre esigenze fisiche ed emotive corrispondono maggiormente a quelle del segno del Cancro, se la nostra Luna era ospitata da questo segno al momento della nostra nascita.


Mi piace molto la definizione che Chani Nicholas dà della Luna: "proprio come la luna nel cielo, anche quella che si trova nel nostro tema riflette la luce del sole (...): è, insomma, il riflesso dell'attività della nostra anima nel corpo" (C. Nicholas, Sei nato per questo, Giunti editore Spa, Milano, 2020, p. 97, grassetto mio).


Allora perché ho parlato di "memoria emotiva" nel titolo di questo articolo?


Perché ancora una volta, come ho fatto con il Sole in precedenza, vorrei aiutarmi con le mie reminiscenze di teatro.


La memoria emotiva è uno strumento concettuale della teoria di Stanislavskij sull'interpretazione di un personaggio: l'attore è invitato a trovare dei "punti di contatto" tra il proprio vissuto interiore e quello che si presume essere quello del personaggio da interpretare. Solo in questo modo, "connettendosi" emotivamente al personaggio, si potrà avere un'interpretazione autentica e non meccanica da parte dell'attore sul palcoscenico.


Perché mi piace usare questo concetto? Perché implica una sorta di "fusione" tra l'attore e il personaggio, un processo che ha molto a che vedere con alcune simbologie fondamentali legate alla Luna in astrologia.


Innanzitutto la Luna come infanzia. Si ritiene infatti che la Luna corrisponda a questo stadio della vita umana, in cui il bambino non sembra concepire altro da sé rispetto a ciò che gli sta intorno, e sembra vivere ancora immerso nel liquido amniotico: di qui tutta la simbologia che lega la Luna alla donna, alla madre, al grembo materno, al sonno, ai liquidi.


Oltre alla fusione, il concetto di "memoria emotiva" implica anche un notevole livello di sensibilità, in grado di arrivare ad immaginare e perfino a suscitare in sé le sensazioni che deve aver provato un personaggio di fantasia, facendole risuonare dentro di sé, ritrovando un accordo tra quelle e il proprio vissuto interiore.


A questo proposito ricordo un laboratorio di teatro in cui imparai ad usare la memoria emotiva. Mi era stato chiesto di interpretare una scena tratta - credo - da "Il Gabbiano" di Chekov, una scena in cui il protagonista viene respinto dal proprio amore, non corrisposto.


Quando il maestro diede l'ok, entrai in scena e uscii poco dopo. Il maestro chiese un parere agli altri partecipanti: ero risultato rigido e meccanico, non molto convincente in quella parte. Mi venne richiesto di riprovare la scena, ma solo dopo aver ritrovato in me sensazioni ed emozioni simili a quelle di abbandono e di rifiuto vissute dal personaggio di Chekov.


Quando rientrai in scena, avvertii una maggiore consapevolezza del mio corpo: ero floscio, non rigido, come se stessi presagendo a livello fisico le sensazioni di rifiuto e di abbandono; e restai in silenzio a lungo prima di parlare, mentre nel primo tentativo avevo sparato subito l'unica battuta che dovevo recitare e anche la mia voce era quasi strozzata, mentre prima non sembrava avere alcuna inflessione. L'interpretazione risultò molto più convincente e, cosa ancora più soddisfacente per me, aveva suscitato emozioni in alcuni spettatori.


Conoscere il posizionamento della Luna all'interno del nostro oroscopo di nascita ci permette di avere una conoscenza precisa e molto importante in merito ai nostri bisogni fisici ed emotivi, su come amiamo trascorrere le giornate, sulle attività che abbiamo bisogno di fare tutti i giorni, sul modo migliore di prenderci cura di noi stessi nel quotidiano (C. Nicholas, Sei nato per questo, Giunti editore Spa, Milano, 2020, p. 99).


Molto altro ci sarebbe da aggiungere ma per il momento vorrei chiudere questa breve ricognizione dei valori lunari con una splendida citazione tratta da André Barbault che descrive la Luna come "inafferrabile canzone dell'anima" (Trattato pratico di astrologia, Astrolabio, Roma, 1979, p. 112).


Studiare a fondo il tema natale ci permette di iniziare a sentire la nostra musica.






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