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  • Immagine del redattoreGuido Bonatti

Plutone in Acquario nella Storia: dal 305 al 329 d.C.

Continua il nostro viaggio nella Storia iniziato qui per studiare i precedenti passaggi di Plutone in Acquario e cercare di trarre alcuni suggerimenti per interpretare l'attuale transito che durerà fino al 2043.


Questo periodo storico coincide sostanzialmente con il regno dell'imperatore romano Costantino I (306 - 337 d.C.), che arriverà a riunificare l'impero suddiviso dal predecessore Diocleziano, e a spostare la capitale da Roma a una città di nuova costruzione, Costantinopoli, situata nella parte orientale del regno.


Nel maggio del 305, Diocleziano in Oriente e Massimiano in Occidente abdicano in favore rispettivamente di Galerio e Costanzo: è l'inizio di un periodo di continui conflitti per la supremazia in Occidente che avrà termine solo con la battaglia di Ponte Milvio del 28 ottobre 312 d.C.: "Il giorno prima dell'inizio della battaglia, secondo quanto riferito, Costantino guardò il cielo dove vide una croce luminosa. Sotto c'era la scritta 'In Hoc Signo Vinces' ovvero 'in questo segno vincerai'. Quella notte, in sogno, ricevette una spiegazione del segno: Gesù Cristo gli apparve davanti dicendogli di portare il segno della croce in battaglia. Il giorno successivo i vecchi stendardi vennero sostituiti con nuovi che riportavano il simbolo cristiano. Sebbene in inferiorità numerica, Costantino sconfisse facilmente Massenzio che fuggì di nuovo a Roma ma, prima di raggiungere la città, cadde nel fiume e annegò; il suo corpo fu scoperto la mattina dopo tra i cadaveri di molti altri. La conversione di Costantino al cristianesimo è vista dagli storici come un punto di svolta nella storia, una fusione tra Chiesa e Stato. Costantino assunse immediatamente il controllo completo dell'Occidente" (fonte: World History, traduzione e grassetto miei).


L'anno successivo, nel 313 d.C., Costantino e la sua controparte orientale Licinio sottoscrivono un accordo noto con il nome di "Editto di Milano", con cui si concedeva libertà di culto a tutti i cittadini dell'impero romano, includendo quindi anche i cristiani. "Oltre a riconoscere la libertà di culto, l'Editto di Milano determina l'obbligo di restituire tutti i luoghi, beni e possedimenti in precedenza acquistati, requisiti o tolti ai cristiani durante il lungo periodo delle persecuzioni (la regola valeva anche per chi aveva acquistato o ricevuto in dono in modo legittimo il bene in questione)" (fonte: Wikipedia).


Nel 314 d.C. viene celebrato il Concilio di Arles, il primo concilio della Chiesa cristiana convocato da un imperatore (Costantino), durante il quale il "donatismo", un movimento religioso cristiano sorto in Africa nel 311, viene dichiarato eretico e non compatibile con la fede cristiana: "il Concilio affermò come teologia dogmatica il fatto che l'efficacia dei Sacramenti non dipende dalla bontà di chi li conferisce e il carattere perpetuo da essi impresso. Il principio eretico contestato al donatismo è la dipendenza della efficacia dei sacramenti da Dio stesso e non dall'uomo che li impartisce: tutto è concesso da Dio, in quanto l'uomo, nonostante i suoi sforzi, non potrà mai ritenersi perfetto davanti a Dio; i sacramenti, a differenza di quanto sostenuto dai donatisti, sono doni di Dio" (fonte: Wikipedia).


È interessante notare come "l’intervento di Costantino in Africa determinò, surrettiziamente e quasi meccanicamente, sia l’ingresso nel diritto civile delle categorie cristiane di eresia e ortodossia, sia la definizione di una ‘Chiesa imperiale’, alla quale erano riconosciuti diversi privilegi da cui erano escluse le comunità cristiane che non ne facevano parte" (fonte: Treccani online).


"Presto si venne a nuove tensioni; nell'ultima fase del loro contrasto, Licinio tornò a volgersi contro il cristianesimo. Ma la sua definitiva sconfitta nel 324 segnò al tempo stesso il trionfo personale di Costantino, e l'inizio di una nuova era: quella della definitiva 'pace della Chiesa', l'era dell'impero cristiano. Nel 325 il Concilio di Nicea fissava i contorni ortodossi della fede cristiana che si avviava a divenire, con Costantino stesso e con i suoi successori Costante (337 - 350) e Costanzo II (337 - 361), la nuova religione ufficiale dell'impero. Dopo l'effimero ripensamento di Giuliano 'l'Apostata' e una fase di equanime tolleranza di Valentiniano I, Teodosio dichiarerà il cristianesimo niceno unica religione dell'impero con l'editto del 27 febbraio 380" (M. Bettini, La letteratura latina, Nuova Italia, Firenze, 2000, p. 655).


La "rinnovata attenzione ai luoghi santi, insieme alla nuova possibilità di libera professione della religione cristiana, dello stile di vita monastico e del culto dei martiri favorì un nuovo fenomeno: quello dei pellegrinaggi in Terrasanta. Poco a poco si intrapresero viaggi religiosi alla riscoperta della geografia sacra, punteggiati di visite a quella grande attrazione che costituivano le comunità monastiche, nonché di soste a venerazione dei martiri nei luoghi stessi dov'erano caduti" (ibid., p. 657).


Da ultimo occorre ricordare che Costantino volle spostare la residenza imperiale da Roma all'antica Bisanzio: "pochi mesi dopo la vittoria su Licinio nel 324, Costantino fece iniziare i lavori di espansione della vecchia città provinciale, fino a ingrandirla di quattro o cinque volte (...) alla città così rinnovata diede il suo nome e, sebbene i lavori fossero ancora lontani dal completamento, inaugurò la nuova capitale l'11 maggio 330" (ibid., p. 658) ribattezzandola Costantinopoli: "il luogo fu probabilmente scelto soprattutto in base a ragioni d'ordine geopolitico: una città al centro geografico dell'impero, ponte fra l'Europa e l'Asia, alla confluenza di importanti rotte commerciali e militari" (ibid.).


Un autore in particolare è molto interessante e, sebbene abbia raggiunto la maturità autoriale in anni successivi al periodo che stiamo considerando, può essere visto come un efficace riassunto del passaggio di transizione costituito dal governo di Costantino: si tratta di Firmico Materno, che passa da una difesa dell'astrologia (nel libro I dei Matheseos libri, composti tra la fine del 334 e l'inizio del 337 d.C.), alla conversione al cristianesimo e alla scrittura dell'operetta "De errore profanarum religionum", con cui attacca le "superstizioni" e i nuovi culti misterici che infondono nuova energia al paganesimo, sostenuti anche dalla filosofia-religione dei neoplatonici: "l'atteggiamento persecutorio in senso antipagano è ormai avviato e radicato, e darà luogo, oltre che a leggi non sempre pienamente osservate, ad episodi di violenza e di distruzione, ad esempio ad opera di bande di monaci" (ibid., pp. 684-686).


L'esperienza di Firmico Materno conferma un'ipotesi che possiamo dedurre spesso dai passaggi di Plutone in Acquario, e cioè che i mutamenti radicali nell'ambito delle idee possono avvenire nello spazio di meno di mezzo secolo e produrre cambiamenti epocali.


Inoltre, tutto il periodo fin qui considerato sembra riguardare soprattutto: 1) legalizzazione della libertà di culto; 2) definizione, all'interno del culto, di ciò che è ammissibile e ciò che non lo è (ortodossia vs. eresia).



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