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  • Immagine del redattoreGuido Bonatti

Mercurio: Testo e sottotesto

Ed eccoci arrivati al quarto ed ultimo capitolo di questa rassegna degli elementi fondamentali che ci servono per poter leggere la nostra carta del cielo natale!


Il nostro ipotetico neonato è uscito dal regno intra-uterino (Luna) per venire alla luce ed assumere un'identità (Sole e Ascendente): ora inizia ad emettere i primi suoni articolati e a gesticolare. Dall'esterno, potrebbe sembrare una fase in cui il neonato inizia a concepire una realtà diversa da quella del proprio Io, in cui comincia ad operare distinzioni, a soppesare gli elementi del mondo circostante.



Anche se non c'è completo accordo in merito, possiamo dire con Ciro Discepolo che "l'età che identifica Mercurio è quella compresa tra il momento in cui inizia a parlare e quello della pubertà" (C. Discepolo, Nuova guida all'astrologia: Vol. I, Ed. Ricerca '90, Napoli, 2014). Secondo Lisa Morpurgo, Mercurio consente al bambino di sviluppare un "contatto tra l'Io e il mondo esterno attraverso la conoscenza lucida e non attraverso l'intuizione o il sentimento" (L. Morpurgo, Introduzione all'astrologia, Tea, Milano, 2015).


Da questa separazione tra "intuizione" e "conoscenza lucida" avrebbe origine il ruolo di Mercurio come "intermediario tra pensiero e istinto" (Caumon Paoli, Il manuale della astrologia, Hobby&Work, Bresso, 2000, pp. 99-100).


Qui interviene l'analogia con il lessico della recitazione attoriale.


Per sottotesto si intende tutta quella parte di informazioni che non è codificata in maniera scritta (la definizione in questo articolo che ho recuperato da una ricerca su Google). Ciò che è codificato in maniera scritta è quindi, al contrario, il testo, il copione, la sceneggiatura: il dialogo, lo scambio di battute che l'autore ha ideato e tradotto in parole scritte.


Si potrebbe affermare che in questo rapporto tra testo e sottotesto ci stia la mediazione mercuriale tra "pensiero e istinto" (Caumon Paoli), tra "conoscenza lucida e intuizione" (Lisa Morpurgo).


Un'ulteriore definizione di sottotesto è infatti: "il significato che corre nascosto sotto le battute di dialogo e i gesti che le accompagnano" e l'autrice dell'articolo da cui traggo queste definizioni paragona molto efficacemente il sottotesto alla parte sommersa di un iceberg.


Ancora più interessante e calzante rispetto all'analogia con il pianeta Mercurio è la seguente precisazione: "il sottotesto nasce dalla combinazione della personalità (Ascendente + Sole) e dei sentimenti (Luna) dei personaggi con uno specificio contesto (Mercurio come capacità di sviluppare un contatto tra l'io e il mondo esterno e di dintinguere, soppesare gli elementi del reale circostante)".


In effetti, ciò che diciamo a parole non sempre corrisponde a ciò che realmente intendiamo, o sentiamo. Una medesima espressione come "Mi dispiace" può avere moltissime sfumature di significato, dal personaggio che è davvero consapevole di aver fatto uno sbaglio e se ne rammarica, a un altro personaggio che usa le stesse parole solo per evitare problemi pratici e guai peggiori.


La distinzione tra istinto e ragione sembra rimandare a quest'altra definizione di Mercurio di André Barbault: "(esso) rappresenta un principio di adattamento attraverso la diffidenza e la repressione della vita dei sensi, a vantaggio di uno sviluppo mentale libero dalla ricca confusione originale dello stadio lunare, soggettivo, dell'infanzia" (Trattato pratico di astrologia, Astrolabio, Roma, 1979, p. 112, grassetto mio).


Questo "principio di addattamento" alla realtà si traduce in una forma di scambio con l'ambiente e sembra essere alla base del linguaggio, che è utile a "categorizzare" i termini del reale per distinguerlo, per soppesarlo ed eventualmente per sfruttarlo (Mercurio come astuzia, opportunismo).


Non a caso Mercurio è collegato a livello fisiologico con gli organi e con le parti del corpo deputati alla comunicazione: polmoni, arti superiori, lingua, vie respiratorie in genere.


Mercurio rappresenta in sostanza cosa si dice e come lo si dice. Il "cosa" è il testo, la partitura originale che ci è stata data da recitare al momento della nostra nascita; il "come" è il sottotesto, il modo in cui ci esprimiamo, anche in relazione al contesto.


Senza Mercurio probabilmente non saremmo in grado di declamare le battute del nostro copione, né di comprendere le battute degli altri, né tantomeno di adeguarci e di coordinarci rispetto all'ambiente in cui viviamo.


Studiare il segno e il posizionamento di Mercurio all'interno del nostro tema natale ci permette di comprendere come pensiamo e come comunichiamo con gli altri, quali sono i "messaggi" che troviamo interessanti e quali invece fatichiamo a comprendere o rifiutiamo.







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